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Cioccolato, garbo, eleganza, e un pizzico di follia

Ogni occasione è buona per tornare ad Anversa.


Che sia benedetta EasyJet, non so come potrei muovermi altrimenti. Volo MI-Bruxelles e poi treno per Antwerpen, questo è il suo nome.

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Anversa, una città che amo tantissimo, è tante cose tutte insieme: sofisticata città d'arte, con splendide piazze e palazzi, capitale mondiale dei diamanti e da sempre centro nevralgico del commercio, una delle capitali europee della moda e del design.

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Questa volta il pretesto per andare è l'invito, da parte di XLBoom, mio fornitore storico di cornici, a visitare il loro nuovo show-room.

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Uno dei miei obiettivi nel lavoro è creare con i fornitori un rapporto di forte collaborazione e fiducia. Si lavora meglio, con maggior piacere, e quindi ci si incontra volentieri e in modo informale. Con loro è così.

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Ad Anversa so già dove alloggiare. Una coppia, lei pittrice belga, lui ex campione surfista australiano, hanno un delizioso B&B.

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Soltanto quattro appartamenti, uno per piano, chè le loro case sono strette, e noi siamo su in cima, nella mansarda che guarda sul giardino segreto di un'antica abbazia.

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Da Anversa andare in treno a Gand e a Bruges è facilissimo, e lì ho preso degli appuntamenti con alcuni collezionisti e mercanti di oggetti e mobili anni 50/60.

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Qui nel Nord Europa è più facile trovare pezzi di questo periodo mentre da noi in Italia, inconsapevoli del loro valore, molti sono finiti nelle discariche, e i pochi rimasti sono nei mercati internazionali a costi da collezionista.

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Lo scorso anno, proprio di ritorno da Anversa, mi trovavo a Bruxelles per il volo di ritorno a casa. Avevo solo tre ore di tempo prima di avviarmi verso l'aereoporto. Tre ore di relax, di assaggi di cioccolata, abbuffate di waffle. (Questo almeno, era il piano.)

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Ma in realtà quando viaggio per lavoro mi sento sempre come se fossi un "cane da caccia". Sembra che il mio campo visivo diventi più ampio, sia più attenta, e di conseguenza mi succedono cose strane. Quel giorno, mentre camminavo per il centro di Bruxelles tra profumi di cioccolato e burro, con la coda dell'occhio vedo qualcosa, solo un attimo, un lampo, ma da principio non ci faccio caso.


Proseguo dritta, verso il profumo di cioccolato, ma poi torno indietro perchè riconosco in me quella certa sensazione, sono curiosa, devo vedere. E infatti, vedo. E resto incantata. Incantata davanti a una piccola vetrina con appesi degli orecchini, dei bracciali, delle collane.

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Delle piccole pietre assemblate con garbo, eleganza, e un pizzico di follia.
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E' così che ho conosciuto Anne Marchand, l'autrice di questi gioielli. E' già la terza collezione di Anne che è in negozio da dep.
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Ogni volta che vedo la meraviglia nello sguardo di qualche cliente nell'osservarli, mi ritorna in mente la mia meraviglia e sono felice del lavoro che faccio: scoprire per emozionarmi ed emozionare!
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E' con questo spirito che mi muovo e spero venga colto...
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